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PER FARE IL PACKAGING… CI VUOLE IL LATTE!

 

Sembra davvero un controsenso ma è così.

Da un progetto sviluppato da ENEA ed EggPlant (una start-up pugliese), si è riusciti a riutilizzare gli scarti della filiera casearia, molto presente nel territorio pugliese, trasformandoli in bioplastica 100% compostabile e biodegradabile da utilizzare per il confezionamento degli alimenti.

Non c’è che dire!

In un paese in cui l’83% dei rifiuti plastici in mare è rappresentato da packaging e plastiche di tipo monouso (fonte ENEA Dicembre 2017), avere un incremento di bioplastica sarebbe davvero un buon passo avanti verso mari più puliti.

Questa però non è l’unica nota positiva del progetto!

BIOCOSì, (BIOdegradabili – Compostabili), oltre ad avere un impatto sulla produzione e diffusione di materiali green con il quale imballare i prodotti di uso quotidiano, consentirà di non immettere nell’ambiente tonnellate di materiali inquinanti prodotte dalle numerose aziende casearie.

Questo processo di separazione “a membrana” è stato sviluppato nel Centro di Ricerche ENEA di Brindisi, esso ottiene un frazionamento di acqua ultrapura da altri componenti come lattosio, siero proteine, peptidi etc. che, a loro volta, verranno utilizzati da ENEA-EggPlant per la produzione di bioplastica.

Come spiega Valerio Miceli della Divisione Biotecnologie e agroindustria dell’ENEA questo progetto non solo risponde alle esigenze etiche ed ambientali ma anche economiche, legate ai costi onerosi affrontati dalle aziende casearie per lo smaltimento dei reflui; questo consente di abbattere di circa un quarto il costo di produzione del biopolimero.

Attualmente le bioplastiche sono circa l’1% delle plastiche prodotte in Europa, ma è un dato in crescita, secondo una stima dell’associazione europea European Bioplastics, questa domanda avrà un incremento a breve termine in tutto il mondo del 50% rappresentando così una possibilità economica concreta per l’Italia.

Non siamo d’accordo sullo sfruttamento dei nostri amici animali, ma, poiché non possiamo vietare il consumo di prodotti caseari… almeno che questo possa essere fatto con qualche risvolto positivo per l’ambiente.

 

Michele Marolla

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